Il tunnel della maldicenza

Necessità e urgenza. Questi sono ora i termini della discussione sulle intercettazioni: se un intervento in materia abbia cioè questi caratteri, tali da giustificare il ricorso al decreto, o no. Può darsi che ce li abbia e che ciò nonostante il governo alla fine decida ugualmente di non procedere per decreto. Lettori del Foglio on line, che ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner
3 LUG 08
Ultimo aggiornamento: 03:19 | 17 AGO 20
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Necessità e urgenza. Questi sono ora i termini della discussione sulle intercettazioni: se un intervento in materia abbia cioè questi caratteri, tali da giustificare il ricorso al decreto, o no. Può darsi che ce li abbia e che ciò nonostante il governo – per ragioni di opportunità, per ragioni pratiche legate ai tempi delle Camere o per qualsiasi altro motivo – alla fine decida ugualmente di non procedere per decreto. Non sarebbe certo un dramma: da anni ormai siamo abituati a leggere sui giornali le private conversazioni di presidenti del Consiglio e ministri, governatori della Banca d’Italia e leader dell’opposizione, assieme a veline, portaborse e altri malcapitati. Ma il problema più grave forse è proprio questo: che ci siamo abituati. Che ci sembra normale. La necessità e l’urgenza di un intervento che metta fine a questa fiera dei ricatti e della maldicenza, a pensarci bene, sta tutta qui. E riguarda innanzi tutto noi, che attraverso giornali e televisioni alimentiamo il dibattito pubblico, e a tutto questo siamo ormai assuefatti. Come lo sono i pm, ormai incapaci di condurre un’indagine in altro modo, raccogliendo prove più solide di quattro chiacchiere in libertà. Come a tutto questo sono ormai assuefatti opinionisti, commentatori e moralisti d’accatto. Come lo è l’opposizione. Di tutti i provvedimenti sulla giustizia di cui tanto si è parlato e si parla, questo è davvero il più universale, il meno ad personam di tutti, perché riguarda la libertà di ciascuno, perché le vittime di questa spirale appartengono a tutti i ceti, partiti e categorie. Perché riguarda, innanzi tutto, noi.
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